Montaretto, ultimo paese comunista italiano

Montaretto, ultimo paese comunista italiano

Se digitate il nome “Montaretto” sui motori di ricerca, vi appariranno pochissime notizie. Eppure questo piccolo borgo di un centinaio di anime, appartenente al Comune di Bonassola, nello spezzino, a strapiombo sull’inconfondibile blu del mare di Liguria, sospeso tra gli ulivi e il promontorio di Portofino, che sembra vicinissimo, è l’ultimo “Comune comunista italiano”, come lo definisce, con un gioco di parole, Jacopo Fo. Riporto le parole con cui l’associazione Cuochiartistivisionari, promotrice di iniziative legate ai prodotti del territorio, tra le quali la partecipazione al Critical Wine, descrive questo luogo: “Montaretto,  piccolo grande borgo sulle alture di Bonassola, a ridosso dei monti ma con lo sguardo aperto sul mare, si distingue per la tenacia e lo spirito ribelle dei suoi abitanti e abitudinari frequentatori. Una storia alle spalle di lotte, resistenza e conquiste sociali, un presente fatto di schietta umiltà contadina mista ad un forte senso di orgoglio e appartenenza al proprio territorio. Fieri del loro borgo e della sua storia, abitanti ed amici di Montaretto si prodigano in svariate iniziative nelle quali domina forte il senso dell’ospitalità, dove si incontra sempre chi ha voglia di condividere sguardi, sorrisi, storie e leggende, e…un buon bicchiere di vino“.

È davvero così, questa è una terra che somiglia alla sua gente: rude e dolce allo stesso tempo. Gli ulivi e i vitigni abbarbicati sulle montagne, e il mare sotto che mitiga tutto, anche la proverbiale avarizia di sorrisi della gente. I liguri sono, prima di tutto, gente di montagna. A tal proposito esiste un libro, scritto da Claudio Paglieri, dal titolo Liguri-Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù.

Partiamo dal presupposto che sono un po’ così anche io, perché forse la Brianza e la Liguria si somigliano più di quanto si possa immaginare, partiamo dal fatto cioè, che troppa generosità mi insospettisce sempre, sta di fatto che mi sono innamorata di Montaretto, e io mi innamoro solo di cose che mi somigliano. Su Montaretto ultimo baluardo comunista, esiste persino un film, girato da due registi, ironia della sorte,
tedeschi, Farhad Payar e Yasmin Khalifa, dal titolo “Per esempio Montaretto”.

A Montaretto esiste un ostello, ma soprattutto esiste una Casa del Popolo in piena attività, aperta tutti i giorni dalle 13 alle 23. Il 1 maggio 1962 si fece la festa in piazza per raccogliere i primi fondi necessari alla costruzione, che fu ultimata nel 1968 e celebrata con la prima mangiata nelle sue cucine, in cui tuttora è possibile mangiare spendendo la cifra che si ritiene giusto spendere. Nel 1970 nacquero lo spaccio al suo interno, ora negozio di alimentari e il circolo Arci.

È passato del tempo da quando ho scoperto questo luogo, eppure ricordo come se fosse ieri la mia disperazione nel rendermi conto che il cellulare non aveva campo, ricordo che vagavo per il paese cercando un miracolo finché, nei pressi di un palo della luce, tre anziani ridendo mi dissero «Se le è proprio necessario, c’è un pochino di campo sotto a questo palo». È così, ogni sera, un capannello di persone si radunava sotto il palo della luce e poi finiva che, invece di telefonare, desse vita a dei gran bei discorsi.

Se volete dormire a Montaretto, cosa che consiglio vivamente, posso dirvi che al b&b Sun Rise, quando aprite le imposte la mattina, vi viene un colpo dalla razza di panorama che vi trovate davanti. Questo è un posto per cuori forti.

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