Lanzarote: l’isola delle conquiste impossibili

Lanzarote: l’isola delle conquiste impossibili

C’è una bella frase attribuita ad Albert Einstein che recita così: “chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo”. Ne sa qualcosa la gente di Lanzarote, particolarissima isola dell’arcipelago delle Canarie, in cui pare esserci abbondanza di caparbietà, a giudicare da ciò che si è riusciti a fare.

Per capire meglio la situazione, occorre dare qualche dato tecnico. L’isola si trova al largo delle coste del Marocco, in pieno Oceano Atlantico e, insieme alle altre isole dell’arcipelago, ha un’origine vulcanica, che qui però è più evidente nella struttura geologica, per via dell’attività vulcanica più recente e della scarsità di vegetazione. I vulcani ancora attivi sono trenta e le eruzioni vulcaniche più recenti risalgono al 1730 ed al 1824. Quest’ultima, particolarmente violenta, distrusse parte dell’isola, ma contribuì a creare il meraviglioso paesaggio naturale che la contraddistingue, incontaminato, desertico, disseminato di rocce laviche e spiagge nere.

Questo fa di Lanzarote una terra potenzialmente inospitale, inadatta all’agricoltura, ancestrale, in cui i colori vanno dal nero dei sentieri scavati nella lava, al rosso delle montagne. Non c’è spazio per il verde della vegetazione qui, per molti e molti metri la terra è ricoperta di lava. E poi c’è il vento che batte continuamente, la Calima come la chiamano qui, uno scirocco proveniente dal Sahara e gli Alisei provenienti dall’Atlantico. Ma la gente che nasce e cresce in posti difficili, in cui la natura è predominante, possiede storicamente una capacità di adattamento che la porta a dare di più. E così a Lanzarote qualche folle visionario ha pensato di coltivare la vite, scavando per molti metri nella terra vulcanica grandi fosse in cui piantare le viti e proteggendole dal vento costruendoci tutt’intorno muretti circolari a secco, fatti di pietre laviche. Questa tecnica, la più antica, è chiamata Hoyos. Le viti crescono quindi per molti metri in altezza, fino a raggiungere la luce, dando vita ad una specie di miracolo, considerando anche che su quest’isola cadono in media 150 mm di pioggia in un anno. La scarsità di pioggia viene però in parte mitigata dai venti Alisei, che portano l’umidità dall’Atlantico. Ovviamente questa tecnica, oltre ad un dispendio di energie notevole, comporta una scarsità di produzione, che va a riflettersi sui costi del vino. Recentemente è stato introdotto un nuovo sistema di coltivazione chiamato zanjas, che prevede una disposizione lineare e non circolare dei muretti protettivi.

A Lanzarote si producono Malvasia volcánica, Moscatel e Listán negro e se siete astemi, mi dispiace per voi. Perché non c’è nulla di più commovente che muoversi alla luce del tramonto, nella lentezza che quest’isola trasuda, per raggiungere le cantine in cui degustare questi miracoli, accompagnati dai formaggi locali. Una gentile signora probabilmente vi accoglierà, attorno avrete solo le vigne, qualche capra e dei tavoli di legno, vi farà accomodare, vi porterà il vino, e voi penserete che i miracoli esistono, e sono eccezionalmente buoni.

Ma non è finita qui: all’inizio della strada del vino di Lanzarote, che va da La Geria a Masdache, in un villaggio di 800 anime chiamato Uga, nel 1970 una coppia di norvegesi folli decise che in quel posto ci sarebbe stata proprio bene una ahumanderia, ovvero un impianto di affumicazione naturale del salmone. Il salmone che arriva qui è importato dalla Norvegia e dalla Scozia, viene lavorato fresco ed affumicato naturalmente per 48 ore e rifornisce tutte le strutture turistiche dell’isola, oltre a tutti coloro i quali vogliano portarsi a casa un pezzo di Mare del Nord restando alle Canarie. Avrei proprio voluto esserci il giorno in cui comunicarono ai parenti la loro decisione:

– Sai che c’è? Andiamo ad affumicare il salmone a Lanzarote, che, alla luce della coltivazione della vite, ci sembra davvero il minimo –

A chi voglia godere del miracolo del vino, consiglio di intraprendere la strada del vino partendo da La Geria, senza però fossilizzarsi sulle cantine piu famose e quindi maggiormente frequentate, come la Bodega La Geria, non perché il vino non sia buono, anzi, ma perché il mio consiglio è quello di rimanere a contatto con la natura. Mi è piaciuta molto la Bodega El Grifio, la più antica, con viti di 240 anni!

A chi voglia assaggiare il salmone di Uga specifico che la Ahumandeia de Uga non ha un ristorante ma soltanto un negozio. Vi propongo quindi il ristorante Bodega de Uga, poco distante. Potete provare, oltre al salmone, il formaggio di cammello e gli ottimi vini miracolosi.

There is a beautiful phrase attributed to Albert Einstein that reads like this: “whoever says it is impossible should not disturb whoever is doing it”. The people of Lanzarote know something about it, a very particular island of the Canary archipelago, where there seems to be an abundance of stubbornness, judging by what has been done.

To better understand the situation, it is necessary to give some technical data. The island is located off the coast of Morocco, in the middle of the Atlantic Ocean and, together with the other islands of the archipelago, has a volcanic origin, which however is more evident in the geological structure, due to the more recent volcanic activity and the scarcity of vegetation. There are still thirty active volcanoes and the most recent volcanic eruptions date back to 1730 and 1824. The latter, particularly violent, destroyed part of the island, but helped to create the wonderful natural landscape that distinguishes it, uncontaminated, desert, scattered with lava rocks and black beaches.

This makes Lanzarote a potentially inhospitable land, unsuitable for agriculture, ancestral, in which the colors range from the black of the paths dug in the lava, to the red of the mountains. There is no room for green vegetation here, for many and many meters the earth is covered with lava. And then there is the wind that blows continuously, the Calima as they call it here, a sirocco from the Sahara and the trade winds from the Atlantic. But people who are born and grow up in difficult places, where nature is predominant, historically have an adaptability that leads them to give more. And so in Lanzarote some visionary crowds thought of cultivating the vine, digging large pits in the volcanic land for many meters in which to plant the vines and protecting them from the wind by building circular dry stone walls all around them, made of lava stones. This technique, the oldest, is called Hoyos. The vines then grow for many meters in height, until they reach the light, giving life to a kind of miracle, also considering that on this island an average of 150 mm of rain falls in a year. The scarcity of rain, however, is partially mitigated by the trade winds, which bring humidity from the Atlantic. Obviously this technique, in addition to a considerable expenditure of energy, involves a scarcity of production, which is reflected in the cost of wine. A new cultivation system called zanjas has recently been introduced, which provides for a linear and non-circular arrangement of the protective walls.

In Lanzarote Malvasia volcánica, Moscatel and Listán negro are produced and if you are abstainers, I feel sorry for you. Because there is nothing more moving than moving in the light of the sunset, in the slowness that this island exudes, to reach the cellars where you can taste these miracles, accompanied by local cheeses. A kind lady will probably welcome you, around you will only have the vineyards, a few goats and wooden tables, she will make you sit down, bring you wine, and you will think that miracles exist, and are exceptionally good.

But it did not end here: at the beginning of the Lanzarote wine road, which goes from La Geria to Masdache, in a village of 800 souls called Uga, in 1970 a couple of crazy Norwegians decided that in that place there would be really good an ahumanderia, or a natural salmon smoking plant. The salmon that arrives here is imported from Norway and Scotland, is processed fresh and naturally smoked for 48 hours and supplies all the tourist facilities of the island, as well as all those who want to take home a piece of the North Sea while staying at Canaries. I really wished there was the day they communicated their decision to relatives:

– Do you know what is there? We are going to smoke salmon in Lanzarote, which, in light of the cultivation of the vine, seems to us to be the minimum –

For those who want to enjoy the miracle of wine, I recommend taking the wine route starting from La Geria, without fossilizing on the most famous and therefore most frequented wineries, such as Bodega La Geria, not because the wine is not good, indeed, but because my advice is to stay in contact with nature. I really liked Bodega El Grifio, the oldest, with 240 year old vines!

Who wants to taste the specific Uga salmon that Ahumandeia de Uga does not have a restaurant but only a shop. I therefore propose the Bodega de Uga restaurant, not far away. In addition to salmon, you can try camel cheese and the excellent miraculous wines.

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Sono una cacciatrice di emozioni e cieli stellati, buongustaia, con una personalità complessa e gusti semplici.

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